
Dedichiamo doverosamente la vetrina
del nostro sito questa settimana a una delle prime cantanti della radio
italiana.
La Signora Meme Bianchi, che approdò
all'Eiar quando questa era dal punto di vista musicale ancora in fase di
vera e propria strutturazione, prima ciòe dell'avvento delle Orchestre
dirette da Pippo Barzizza e successivamente dell'omnipresente Cinico
Angelini.
La Bianchi fa parte insomma, se così
potremmo permetterci di dire, di un periodo prenuragico del nostro primo
mezzo di comunicazione di massa.
Alla radio trovava più che altro
spazio (nelle non molte ore di trasmissione) molta musica colta: Lirica e
classica, tuttalpiù l'operetta di cui lei era stata apprezzata interprete
in molti teatri italiani.
Eppure la sua voce e quella di
Nuccia Natali erano diventate da subito popolarissime ai non moltissimi
possessori di un apparecchio radiofonico.
Figlia e nipote di due Soprani, venne già da ragazzina istruita all'uso della voce e all'impostazione
di essa, tuttavia Meme mostrò da subito attitudini personalissime nel
modulare quest'ultima in modo diverso e più moderno rispetto a quelli
che erano i canoni dell'epoca.
Il maestro Mariotti, che poi
diventerà suo marito e soprattutto il dover preparare per la radio pezzi
che spesso non erano forse, propriamente per le sue corde, fecero il
resto e in poco tempo Meme Bianchi divenne bravissima nel rendere la sua
voce duttile e modernissima pur rimanendo al tempo stesso impostata su
canoni della moda del tempo.
Cantò praticanmente di tutto e con
tutti.
Sono famosi i suoi duetti con le
voce maschili della radio del tempo (Rabagliati compreso) di cui
purtroppo non esistono testimonianze discografiche visto che i due
incidevano per etichette discografiche diverse.
Fonit agli albori, Odeon per quasi
tutta la sua carriera, Voce del Padrone e Philips negli ultimi anni la
Bianchi. Columbia, Cetra e Durium Rabagliati.
La Bianchi dunque, era costretta a
reincidere i suoi successi radiofonici del tempo in nuove versioni e
dunque solo con le voci maschili della Odeon : Aldo Masseglia (prima), Nino
Amorevoli e Aldo Visconti poi.
Molte anche le Orchestre che l'hanno
accompagnata in tanti anni di carriera.
Discograficamente ci piace però
ricordare quella di Enzo Ceragioli con la quale ha forse inciso i suoi
successi più belli, oltre che quella del marito Mariotti.
Il disco che di lei vi vogliammo
proporre questa settimana è un Odeon contrassegnato dal numero di
catalogo GO 12928 risalente all'incirca al 1937.
Fa parte di una serie di incisioni
nella quale Meme venne affiancata al pianoforte dal maestro Franco
Bergamini.
Un esperimento voluto dai direttori
artistici dell'Odeon volto alla riproposizione di alcuni dei maggiori
successi del periodo (o di qualche anno prima), in chiave più
intimista, che preferisce il solo accompagnamento del pianoforte,alle più
sofisticate atmosfere e arrangiamenti delle grandi orchestre del tempo.
Eppure anche così , in versione
estremamente "sobria" la bravura e l'estro di Meme Bianchi riescono a
confezionare piccoli grandi capolavori.
Smoke gets in your eyes, tradotta
da Calibi in "Fumo negli occhi" inserita anche nel film"Roberta" e
"Mezzanotte triste", con il testo di Bracchi e cantata in quegli anni
anche da Daniele Serra, acquistano dalla voce di Meme Bianchi un fascino
particolarissimo, sicuramente unico, rispetto alle probabilmente centinaia
di interpretazioni che soprattutto di "Fumo negli occhi" sono state
realizzate allora e ancora negli anni futuri.
Che aggiungere….godetevi questa
chicca discografica e alla prossima .
Massimo Baldino
