IL DISCOBOLO
Museo virtuale del Disco
Laura Barbieri
Laura Barbieri nasce a Trieste il 30 novembre
1922. Cresciuta nel capoluogo friulano, in una fa-
miglia medio borghese, nonostante gli ottimi risul-
tati conseguiti negli studi, abbandona la scuola per
partecipare, appena diciassettenne, al secondo
Concorso per Voci Nuove bandito dall’EIAR nel
1939; promossa fra i dodici vincitori, frequenta un
corso di perfezionamento vocale. Debutta alla ra-
dio
il
6
febbraio
1940,
accompagnata
dall’orchestra di Cinico Angelini; nello stesso an-
no, si esibisce diretta dal maestro Seracini e parte-
cipa alla rivista radiofonica Mancava il finale di Fellini e Maccari, con Mario Riva.
Dotata di una voce fresca, che ben si adatta alle modulazioni swing, porta al successo
diverse canzoni, fra cui Non c’è due senza tre, Uada-da, Maestro ritmo e Pazzi di
gioia (in duetto con Alfredo Clerici); incappa nella censura fascista con il motivo
Swing su, swing giù che viene pubblicato con il titolo italianizzato di Ritmo su, ritmo
giù. Nel 1941, lascia la radio e prende parte al varietà Carovana di lusso con Alberto
Amato e l’orchestra Strappini. L’anno successivo è ancora in giro per l’Italia con la
formazione di Arturo Strappini, Clara Sonia e le sorelle Fiorenza. Parallelamente,
partecipa a numerosi spettacoli di beneficenza, allestiti negli ospedali militari, per ri-
sollevare il morale dei soldati feriti. In una di queste occasioni, conosce il maestro
Odoardo Radicchi, che sposa a Trieste il 16 agosto 1942. La nascita del figlio Ar-
mando, avvenuta nel gennaio dell’anno successivo, la tiene lontana dalle scene fino
alla fine delle ostilità. Nel 1946, trasferitasi, con la famiglia, a Roma, si esibisce, con
il complesso del marito, al dancing Lucciola; l’anno successivo, è l’attrazione del
night-club Grotte del Piccione, dove canta accompagnata dal sestetto di Alfredo Jan-
doli. Torna a far sentire la sua voce alla radio nel marzo del 1949, in seno
all’orchestra diretta da Armando Fragna, per poi passare, nel 1950, con la formazione
di Nello Segurini. Nello stesso anno, partecipa al film Vivere a sbafo di Giorgio Fer-
roni ed allieta le serate del locale notturno Belsito di Roma, accompagnata dal com-
plesso del marito. Scritturata dalla Vis Radio, non trova nessuna difficoltà a reinserir-
si anche nel mercato discografico, tanto più che può finalmente sfruttare la sua cono-
scenza delle lingue (negatale dall’autarchia fascista nei primi anni della sua carriera).
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