Cari amici, in chiusura d'anno vorrei rivolgere un
pensiero ai Maestri italiani del periodo che ci è caro:
Abbiamo di recente esaminato documenti che ammonivano i direttori
d'orchestra a fare a meno del "Jazz" nelle loro orchestrazioni da ballo,
espresso in modo teutonico dal preciso editto di un oscuro ufficiale delle
SS, o più moderatamente da censori del Minculpop.
Spesso i risultati hanno contraddetto e perchè no, imbrogliato questi
zelanti passacarte.
Come riferito nel passato da vari testimoni i dischi "proibiti" giungevano
ai patri lidi in gran quantità, con la complicità dei naviganti che facevano
la spola tra vecchio e nuovo continente.
Barzizza, Angelini, Ferrari, Zeme, Prato di certo ascoltarono quanto di
meglio veniva prodotto dai loro colleghi americani, e ne traevano
ispirazione.
Come ciò potesse sfuggire alla censura è un mistero, ma forse si deve dire
che qualunque funzionario che tratta di argomenti che non conosce può essere
bellamente raggirato .
Barzizza fu di sicuro quello che di più studiò e ripropose i lavori delle
grandi orchestre.
Gli stili favoriti ricordano Glenn Miller, Tommy Dorsey e Fletcher Henderson.
Vi propongo alcuni confronti :
i primi 2 Brani presentano il finale di "Madonna Malinconia",
Orchestra Barzizza (01) e il finale di "Indian Summer" (02) Orchestra
di Glenn Miller.A
parte la chiarezza del suono, che ci fa pensare con rammarico alla pochezza
degli impianti di registrazione italiani a confronto di quelli esteri, si
rimane ammirati per la resa perfetta dell'arrangiamento.
Alberto Rabagliati, nella sua forse più famosa incisione,"Ba Ba Baciami
piccina" (03) sicuramente sapeva che le prime battute dell'arrangiamento
erano pari pari quelle di "Christopher Columbus" (04),qui
nell'orchestrazione del compositore Fletcher Henderson, grande pianista,
direttore di orchestra e arrangiatore di Benny Goodman.
Swing a tutta forza!
In ultimo una rarità, che mi ha richiesto un bel po' di ricerche.
La belissima composizione di Barzizza "Sera", cantata da Rabagliati
(06), ha l'introduzione ispirata da un poco noto tema di Glenn Miller,"A
million dreams ago" (05)
Ecco quali erano le potenzialitò delle nostre bands.
Un vero peccato che non l'abbiano potute esprimere.
Cari amici, vi saluto e auguro un anno il meno amaro possibile...non credo
ci si possa aspettare di più.
Vi abbraccio
Paolo Piccardo