Fratello di Aurelio Cimato, anch'egli cantante con il
nome d'arte di Gabrè, fu molto in voga negli anni venti
e trenta.
Le
sue canzoni erano praticamente tutte quelle dell'epoca
spesso cantate per altre etichette discografiche anche
da Crivel, Daniele Serra, Fernando Orlandis oltre che dal
fratello Gabrè.
Incise dunque molti dischi per la Columbia prima di essere
ingaggiato dalla statalizzata Durium che gli fece
registrare molte delle proprie pubblicazioni realizzate
per le colonie: "I dischi dell'Impero".
Tali
dischi erano persino strutturalmente innovativi in
quanto realizzati su cartone proprio per essere più
facilmente trasportabili oltre che probabilmente meno
costosi.
Spesso contenevano due traccie, incise però su un unica
facciata.
Venivano inizialmente realizzati a Londra con tecniche
innovative per l'epoca.
Oggi
risultano essere autentiche ghiottonerie per i
collezionisti.
Tra
le sue canzoni più conosciute:
Africanella
Regna
la donna
Fischia la sirena
Narra
la leggenda, che sia lui che il fratello osteggiati dalla
famiglia, di nobili origini romane, ad
intraprendere la carriera artistica fuggirono di casa
giovanissimi e che dopo la loro morte della quale non si
conosce ne la località ove sarebbe avvenuta ne tantomeno
la data, i loro corpi furono sepolti sotto false
generalità per essere in seguito trafugati e tumulati
nella tomba di famiglia.
