Giuseppe Lugo era
nato a San Rocco Rosolotti, frazione di Sona, in provincia di Verona,
nel 1889.
Rimasto orfano di
madre, emigrò giovanissimo prima a Milano e poi in Belgio, a
Charleroy dove si guadagnò da vivere svolgendo i lavori più umili.
Infatti dopo avere
partecipato alla prima guerra mondiale come artigliere,proprio in Belgio
nel 1920 trovo impiego presso una delle tante miniere di carbone.
Proprio in un locale
ove si esibiva ogni sera per gli amici,fu notato dal direttore della
corale locale,il Maestro Gaudier,che lo invitò calosamente a dedicarsi
al canto e lo iscrisse a una scuola di perfezionamento.
Lugo capì allora che
proprio la sua voce avrebbe potuto diventare la sua prima fonte di
sostentamento e tornato a Milano fece domanda per l'ammissione al
conservatorio,ma gli fu rifiutato perchè ormai oltre i previsti limiti
di età.
Fu dunque un
dipendente della locale casa musicale RICORDI a segnalarlo al maestro
Tenaglia il quale accettò di dargli lezioni di canto e musica gratis.
Sposatosi con la figlia del maestro Gaudier, fece ritorno in Belgio.
Il tenore Giuseppe
Lugo debuttò all'Opéra-Comique di Parigi nel 1931 nel ruolo di
Cavaradossi nella Tosca, stipulando un contratto triennale con quel
teatro.
Dopo aver cantato nei
più importanti teatri del Belgio ,ma anche di Londra e Parigi,finalmente
nel 1936 viene notato anche dagli impresari italiani.
In Italia ebbe una
breve ma proficua carriera, imperniata in particolare sui ruoli delle
opere di Puccini, Faust nel
Mefistofele di Arrigo Boito, e
il Duca di Mantova nel Rigoletto.
Dopo alterne vicende, nel 1949 diede l'addio alle scene
a Pistoia con il ruolo che gli aveva dato tanta fortuna, il Cavaradossi
nella Tosca.
Dopo essersi dedicato all'agricoltura per molti anni
nel suo paese d'origine vicino a Verona, dimorando a Custoza nella casa
detta appunto Villa Vento, morì a Milano il 18 settembre del 1980.
Prese parte anche ad alcuni film: La mia canzone al
vento (Con la famosissima canzone Vento, che lo rese celebre, ma fu
censurata dal Regime di Mussolini), Cavallino corri e va' e Miliardi che
follia, con un lusinghiero successo.
Incise oltre che per la omnipresente Cetra ,anche con
la Polydor e La Voce del Padrone.