Flo Sandon's ospite di Mike Bongiorno

 

FLO SANDON'S
Nome d'arte di Mammola Sandon nasce il 28 Aprile 1924 a Vicenza figlia di un noto ritrattista specializzato in vetrate per le chiese, che operò in Germania e in America.
A pochi mesi di vita viene portata a Cleveland nell'Ohio dove vivrà per alcuni anni, guadagnandosi il diminutivo di Flo, ricavato dalla traduzione di Mammola in Flowers (fiore).

Tornata in Italia con la famiglia nel 1936, mentre il padre riparte per l'Africa, si stabilirà a Roma dove porterà a termine le scuole superiori, studiando anche francese, inglese, spagnolo e tedesco.

Nel 1945 si impiega presso la Croce rossa Americana come interprete della Quinta Armata.
Mentre sbrigava le pratiche per i soldati che si spostavano dal Sud al Nord, qualcuno sentendola canticchiare la invita a cantare in una festa di compleanno.
Dopo aver interpretato Stardust, l'unica canzone che conosceva per intero, riceve i complimenti del maestro Clement Valentine che l'aveva accompagnata con la sua orchestra.

Nel 1946 si unisce a Guido Cenciavelli, futuro direttore artistico e produttore della RCA, ed a Alessandro Alessandroni, che avrebbe poi fondato il coro dei "Cantori Moderni" e ad un altra ragazza, formando un quartetto vocale.

Viene poi scritturata per 15.000 lire al mese dal proprietario di una sontuosa villa nella zona di Monte Mario che aveva trasformato il suo giardino in una specie di Night club all'aperto dove suonava l'orchestra diretta dal violinista Lamberto Strappini, fratello del più famoso Arturo, che le suggerisce di perfezionare la voce a Milano.

Giunta nel capoluogo lombardo nel 1947 con 7000 lire in tasca e il fratello al fianco, si presenta ad Arturo Strappini che le farà conoscere il maestro Dino Olivieri il quale, guardandola con aria di sufficienza, la prende un poco in giro.

Una sera al Trocadero, un locale molto di moda sotto la Galleria dove suonano Cosimo Di Ceglie alla chitarra, Lelio Luttazzi al pianoforte, Fausto Papetti al sax, Ezio Leoni alla fisarmonica e Pupo De Luca alla batteria, chiede di provare
LAURA.
Nessuno conosce il pezzo e guardano con grande scetticismo quella ragazzina magrissima, tutta occhiali, infilata in un abitino celeste.
La salva Luttazzi accompagnandola al pianoforte.
Il risultato tuttavia non è dei più felici, ma tutti si rendono conto che quella voce ariosa, ricca di swing e soprattutto intonatissima ha le carte in regola per farsi strada.

Viene scritturata per duemila lire a sera e particolare tutt'altro che trascurabile, la cena assicurata.
Nello stesso anno ottiene un contratto con la TELEFUNKEN poi distribuita dalla DURIUM, incidendo in inglese le canzoni americane più in voga.
Con il priimo disco "
LOVE LETTERS" oltre a vendere 200mila copie, si vede elargire anche il genitivo sassone, dovuto ad un errore di etichettatura del disco, diventando d'ora in avanti "FLO SANDON'S".

Nel 1948 entra alla RAI cantando prima con l'orchestra Segurini e poi con quella di Zeme.

Nel 1949 passa con la formazione diretta da Kramer dove incontra per la prima volta Natalino Otto che fa parte dell'organico con Bruno Pallesi e Vittorio Paltrinieri.
Sempre nel '49 accompagnata dall'orchestra di Federico Bergamini, esplode clamorosamente incidendo la prima versione italiana di
VERDE LUNA,tratta dal film"Sangue e Arena".

Nel 1950 ormai affermata, torna a Roma e rientra in famiglia.
Qualche tempo dopo prenderà il posto lasciato vacante da Brenda Gioi nell'orchestra radiofonica diretta da Francesco Ferrari.

Se dal 46 al 50 aveva cantato quello che più le era piaciuto, ora doveva adeguarsi ai gusti del pubblico.
Le sue interpretazioni diventano più melodiche senza però rinunciare alla componente ritmica.
Dotata ormai anche di grande tecnica è una delle più amate cantanti italiane anche per via di quelle sue erre vagamente arrotate che conferiscono alle sue interpretazioni un "non so che" di vagamente esotico .

Nel 1951 le viene assegnato il "Microfono d'argento".

Nel 1952 presta la sua voce a Silvana mangano nel film "
Anna" interpretando T'HO VOLUTO BENE (Non dimenticar) e EL NEGRO ZUMBON, due brani che fanno il giro del mondo e che le fruttano il primo disco d'oro italiano.

Nel 1953 approda al Festival di Sanremo dove rivede Natalino Otto, che ha sostituito Teddy Reno e vince con
VIALE D'AUTUNNO interpretata con particolare swing, in coppia con un altra prima donna del periodo Carla Boni.

Nel 1954 torna al Festival portando in finale
NON E' MAI TROPPO TARDI e
CON TE ,un brano scritto da Totò e cantato in coppia proprio con Natalino Otto.
La canzone si rivela galeotta per i due cantanti che si sposano il 2 Giugno 1955 a Roma.
Dal loro matrimonio nasce una figlia Silvia, che costringe però "Flo" ad una pausa forzata di ben due anni.

Tornerà solo nel 1957 ed ancora a Sanremo dove i suoi due brani
ESTASI e ANCORA CI CREDO vengono immeritatamente bocciati dalle giurie.
Si consola incidendo la CASETTA IN CANADA' (presentata al Festival da Carla Boni), che si piazza al primo posto delle prime rudimentali Hit Parade dell'epoca.

Lavora poi ad un progetto molto ambizioso, la realizzazione cioè di un album di grande prestigio intitolato
AFRICAN RITUAL SONGS pubblicato nel 1959:
Si tratta di rarissimi materiali recuperati da Lecorde, un appassionato africanista che in 20 anni di permanenza nel continente nero è riuscito a documentarsi su numerose danze rituali.
Brani che rielaborati dal maestro Lorenzi verranno incisi da Flo Sandon's per la gioia ancora oggi dei collezionisti:
spiccano tra gli altri RAIN PAIN AND SUN,rituale del Katanga e INVOCATION TO KABBIA, rituale propiziatorio delle donne Mau.
Perchè il sapore di questi canti vivi e irripetibili non andasse perduto, il maestro Bergamini ha utilizzato nell'orchestra inusitati strumenti ritmici costruiti dagli schemi originali presso quelle tribù.
Fra le voci femminili che accompagnano nel coro "Flo" , c'è anche una giovanissima Betty Curtis.

Nel 1959 facendo ricorso al suo ormai consolidato mestiere, conosce dunque una seconda giovinezza artistica incidendo
TANI e GALOPEIRA, due popolari motivi di successo sudamericani che ottengono enorme successo.
Poi durante l'estate lancia il "
Marombo",una danza latino-americana seguita subito da una turnèe in Messico.
 
Sul mercato discografico vanno bene anche IL TUO SORRISO, scritta da Pino Spotti, ARRIVEDERCI di Umberto Bindi, CONCERTINO di Kramer, LA FINE (versione italiana di THE END,  grande successo americano lanciato da Earl Grant).
 
Durante le feste natalizie parte con Natalino Otto per un lungo giro che toccherà anche Finlandia, Danimarca, Olanda e Inghilterra, Svezia e Norvegia.

Nel 1960 si ripresenta al Festival di Sanremo con
A COME AMORE, un pezzo swing di Bruno Martino, che presenta con la sua solita elegante vitalità musicale.
Sul mercato discografico compare anche con O MEIN PAPA', una canzone melodica di fama internazionale già incisa sette anni prima.
Nel mese di Giugno poi partecipa al Festival di napoli vincendolo con SERENATA A MARGELLINA, una canzone non esaltante a lei persino poco congeniale, ma cantata con grande classe.
La vera sorpresa comunque,viene dalla sua interpretazione di
'STI MMANE, uno splendido pezzo sofisticato e di non facile esecuzione, della durata di ben 12 minuti, che presenta dando fondo a tutta la sue esperienza di artista non comune.
Nel mese di Agosto conquista il terzo posto nella classifica del "Musichiere" con UN PARADISO DA VENDERE, brano molto elegante scritto per lei da Umberto Bindi.

Nel 1961 prende parte, lei Vicentina di nascita , al "Giugno della canzone napoletana" portando in finale
'O SUONNO TENE VINT'ANNI e SI NUN SE CHIAMMA AMMORE.
A Ottobre presenta
CONTROLUCE a "Canzonissima".

Nel 1962 è ancora in finale a Sanremo con
PASSA IL TEMPO e nel 1963 vi partecipa per l'ultima volta con risultati piuttosto deludenti a causa di due canzoni molto mediocri .

Nel 1964 riprende i suoi pellegrinaggi in giro per il mondo,girando tutta l'America e il Medio Oriente e partecipando ovunque a programmi radiofonici e televisivi.

Nel 1966 presenta
BEVI CON ME al "Disco per l'estate".

Nel 1967 dopo una ennesima tournèe in Canada, torna a Milano dove apre un negozio di dischi.

Nel 1969 muore Natalino Otto e lei abbandona le scene, limitandosi a qualche sporadica apparizione televisiva, tuttavia dieci anni dopo, nel 1979, torna in sala d'incisione per realizzare un piacevole album in cui rivisita i suoi grandi successi di respiro internazionale.

Nel 1980 chiude pure il negozio di dischi e riprende a cantare professionalmente;seguono concerti,tournèe, recital e trasmissioni TV:
Negli ultimi anni ha dedicato buona parte del suo tempo alla memoria del marito, amareggiata che Natalino Otto non abbia ancora avuto da parte della critica la dovuta attenzione e il giusto riconoscimento storico di innovatore della canzone italiana.
 
Scompare nel 2007, ormai dimenticata dai media e dal suo pubblico.
1948   78 giri Addormentarmi Così
1948   78 giri Love Letters  (Lettere D'Amore)
1948   78 giri Stardust
1948   78 giri The Man I Love
1948   78 giri Together
1949   78 giri Verde Luna
1952   78 giri El Negro Zumbon
1952   78 giri Non Dimenticar  (T'ho voluto bene)
1953   78 giri Acque Amare
1953   78 giri Buona Sera
1953   78 giri Duska
1953   78 giri Il Canarino
1953   78 giri Jezebel
1953   78 giri L'altra
1953   78 giri Maria Magdalena
1953   78 giri Qualcuno Cammina
1953   78 giri Si Si Si  (Para vigo me voi)
1953   78 giri Tamburino Del Reggimento
1953   78 giri Viale D'autunno
1954   78 giri Angeli senza cielo
1954   78 giri Arriva Il Direttore   con Bruno Rosettani
1954   78 giri Aveva Un Bavero   con Bruno Rosettani
1954   78 giri Con Te   
1954   78 giri Inutilmente
1954   78 giri Johnny Guitar
1954   78 giri Notturno (per Chi Non Ha Nessuno)
1955   78 giri Era Un Omino  (Piccino piccino)   con B. Rosettani
1956   78 giri Concerto D'autunno
1956   78 giri Refrain
1957   78 giri Banana boat (Day- O)   con Quartetto Radar
1957   78 giri Era L'epoca Del Cuore
1957   78 giri Tipitipitipso
1958   78 giri My Prayer
1958   78 giri Non Lasciarmi
1958   78 giri Parole D'amore Sulla Sabbia
1958   78 giri Passion Flower
1958   78 giri With All My Heart (con Tutto Il Cuor)
1962   45 giri Passa il tempo

 

DISCHI IN ARCHIVIO
Flo e Natalino Otto il giorno del loro matrimonio.
Grazie all'amico Vito Vita per questa foto pazientemente  restaurata dal bravissimo Angelo Zaniol.
Tutte le belle foto che trovate su questa pagina sono state restaurate dal Prof. Angelo Zaniol  e sono tratte dal grande archivio documentale di  Ricordando il Trio Lescano
Una bella immagine di Flo Sandon's, messa a disposizione dall'amico Vito Vita e abilmente restaurata dall'esperto  
Angelo Zaniol, curatore del sito :  Ricordando il Trio Lescano