AURELIO FIERRO
Nasce a Montella ,piccolo paese dell'irpinia in provincia di Avellino
il 13 Settembre 1923,sesto di undici fratelli.
Eredita la passione per il canto probabilmente dal padre Raffaele, che da giovane portava le pecore al pascolo,ma era anche noto come il miglior stornellatore della zona oltre che esser stato cantante in America durante un periodo in cui era stato costretto ad emigrare.

Il debutto del piccolo Aurelio avviene invece per opera dei frati del convento di San Francesco che lo preparano per farlo cantare con il coro della parrocchia anche per costringerlo a studiare,visto che a scuola andava malissimo ed era stato più volte ripetente già dalle elementari.

Il padre invece lo mise a lavorare nel suo magazzino e fù li che il ragazzo ritrovò la passione per lo studio:
con la scusa di perfezionare la sua voce, si assentava spesso per andare al convento,dove si faceva insegnare da un francescano lettere e latino,finchè, senza che a casa sua ne sapessero nulla prese il Diploma di Licenza Media.

Durante la guerra Fierro si iscrisse poi al Liceo Scientifico e si trasferì a Napoli per studiare ingegneria meccanica nella quale più tardi si laureò.
Contemporaneamente cantava i classici napoletani da "Voce'e notte" a "Io te vurria vasà".

Nel 1952 per una scommessa fatta con gli amici tra cui Carlo Croccolo, Gigi Reder e Vittorio Parisi, partecipò ad un concorso per voci nuove al "Giardino degli aranci" di Posillipo e risultò vincitore tra oltre 600 concorrenti.

Per Aurelio Fierro l'anno del trionfo fù tuttavia il 1954 quando si esibì alla "Piedigrotta - Bideri" (ogni anno la manifestazione prendeva il nome di un celebre personaggio della musica partenopea) e con
SCAPRICCIATIELLO (una canzone di giacca), ovvero uno di quei brani che Pasquariello interpretava con piglio drammatico mettendosi la giacca scura e che invece Fierro pensò di presentare in controtendenza con toni allegri , conquistò definitivamente il pubblico.
Fù allora che Fierro diventò il nuovo Re della canzone napoletana cosidetta "smargiassa",quella in cui molti anni prima si era specializzato il mitico Rubino.

Il successo di
SCAPRICCIATIELLO, che nel 1955 gli fruttò negli Stati Uniti e in Canada il titolo di "migliore Scapricciatiello" diede dunque il via alla sua fortunata carriera.

Vincitore di ben tre Festival di Napoli:
Nel 1957 con LAZZARELLA,
nel 1958 con VURRIA e
nel 1961 con TU SI' A MALINCUNIA.
 
Fierro ha ottenuto centinaia di successi , ha partecipato sei volte anche al Festival di Sanremo nel 58-59-61-62-63-64, ha interpretato numerosi film per lo più musicali, da "Lazzarella" a "Quel tesoro di papà" a "Le donne ci tengono assai" accanto a Marisa Allasio, Lorella De Luca e Sylva Koscina, oltre che a moltissime tournèe all'estero.

Negli anni 60 ha pure fondato una sua etichetta discografica la KING.

Quando alla fine degli anni 60 la musica napoletana ha conosciuto un periodo grigio, deluso sia dall'atteggiamento dei discografici che del pubblico si allontanò dalle scene per buttarsi in politica facendosi eleggere consigliere comunale ed successivamente fondando "L'accademia delle Arti e dello Spettacolo, del Turismo e dell'Ecologia".

Nel 1977 quando per problemi economici la sua etichetta la KING aveva dovuto chiudere i battenti decise di tornare a cantare, prima in una serata di provincia, organizzata quasi per sfida e poi in Giappone dove diede vita a ben 24 concerti ricevendo proprio a Tokyo un applauso di ben 154 minuti per la sua interpretazione della famosa "Core 'ngrato".

Appassionato cultore della lingua napoletana nel 1989 ha pubblicato per Rusconi un libro al quale ha lavorato per ben 15 anni:
una corposa grammatica della lingua napoletana, nella quale vengono fissate migliaia di regole, eccezioni, confronti e similitudine che consentono di imparare alla perfezione il partenopeo.

Inoltre nel 1988 ha aperto nel pieno centro di Napoli un suo ristorante chiamato "A canzuncella" specializzato nella cucina napoletana ed allietato per molti anni proprio dalla voce di Aurelio Fierro a fare da padrone di casa con le sue canzoni alla sempre più vasta e selezionata clientela.
 
Scompare poco dopo il 2000 lasciando a Napoli e in tutti gli appassionati della canzone partenopea un ricordo indelebile.
  DISCHI IN ARCHIVIO
1952   Sciummo
1953   'A Luciana
1953   Domandatelo
1953   No,Pierrot
1954   Con Te
1954   Tutte Le Mamme
1955   'E Stelle 'e Napule
1955   'O Nfinfero
1955   Comme Facette Mammeta
1955   Core 'ngrato
1955   Dicitencello Vuje
1955   Guapparia
1955   I' Te Vurria Vasà
1955   Io E Ciccio Cha Cha Cha
1955   Marechiaro
1955   Piscature 'e Pusilleco
1955   Santa Lucia Luntana
1955   Scettico Blues
1955   Silenzio Cantatore
1956   'A Pizza C'a Pummarola
1956   Come Le Rose
1956   Come Una Coppa Di Champagne
1956   Guaglione
1956   Il Tango Delle Capinere
1956   Le Rose Rosse
1956   Lucciole Vagabonde
1956   Miniera
1956   Torna Al Paesello
1957   'A Sunnambula
1957   Innamurate Dispettuse  con Olga Pizzi
1957   'O Sciupafemmene
1957   'O Treno D'a Fantasia
1957   Chella 'llà
1957   L'ultimo Raggio 'e Luna
1957   Lazzarella
1957   Malinconico Autunno
1957   Nanassa
1957   Napule Sole Mio
1957   Serenata A Carulina
1957   Serenatella 'e Maggio
1957   Serenatella Sciuè Sciuè
1957   Storta Va...deritta Vene
1957   Suonno e fantasia
1957   Tu Vo Fa L'americano
1958   'o Nzisto
1958   Fragole e cappellini
1958   Giulietta e Romeo
1958   Giuro d'amarti così
1958   Ladro Di Stelle
1958   Rosi Tu Sei L'ammore
1958   Signora Illusione
1958   Timida serenata
1958   Torna a vucà
1958   Tuppe tuppe Marescià
1958   Vurria
1959   'A Fachiro
1959   Biundulella
1959   Cerasella
1959   Primma E Doppo
1960   Serenata A Margellina
1960   Uè Uè Che Femmena
1961   'O Zampugnaro 'nnammurato (Flexi)
1961   Tu Con Me
1962   lui andava a cavallo
1962   Pulecenella Twist
1963   Occhi neri e cielo blu
1964   Scapricciatiello
1964   Tutt'a Famiglia
1967   'A Pizza

 

Una bella immagine autografata di Aurelio Fierro, messa a disposizione dall'amico Vito Vita e abilmente restaurata dall'esperto  Angelo Zaniol, curatore del sito :  
                                  Ricordando il Trio Lescano