E. A. Mario, poeta, musicista,
editore e, all'occorrenza, anche cantante, ed il cui vero nome era
Giovanni Ermete Gaeta, nacque a Napoli il 5 maggio del 1884 e mori' il
24 giugno del 1961.
Senza spartito, accompagnandosi alla
chitarra, e dettando le note ad un musicista, scrisse oltre duemila
canzoni (la prima, "Cara mammà", è del 1904, su musica di Raffaele Segré)
sia di repertorio napoletano che italiano.
Da ricordare "Balocchi e profumi",
"Vipera" e la più incisa (anche da Elvis Presley e José Carreras):
"Santa Lucia lontana", composta nel 1919 e portata al successo da
Beniamino Gigli.
Molte altre sue composizioni si
presume siano andate perse, e la sua produzione fu ostacolata per motivi
politici: da giovane fu schedato come sovversivo, per aver ospitato un
pittore anarchico.
Collaborò con il quotidiano
socialista genovese "Il lavoro" e con "Il Ventesimo" e pubblicò diverse
raccolte di versi.
Proprio alla sua attività di
giornalista si deve il suo nome d'arte: "Mario" era lo pseudonimo della
direttrice de "Il Ventesimo", Maria Clinazovitz, "E" la lettera iniziale
di Ermete, "A" quella di Alessandro Sacheri, direttore de "Il lavoro".
Non ottenne mai fama e ricchezza e
rimase per tutta la vita un modesto impiegato postale, fiero - disse -
"di rimanere tra il popolo".
La leggenda del Piave fu scritta
durante la Grande Guerra, quando l'artista, da poco impiegato, era
addetto alle tradotte postali, nella zona delle operazioni.
La Voce del Padrone in occasione
della morte rese omaggio all'artista incidendo un disco formato 25
centimetri dal titolo "Ricordo di E. A. Mario", con otto canzoni
eseguite da grandi interpreti: da Sergio Bruni a Luciano Virgili, ai
tenori Tito Schipa e Giuseppe Di Stefano.
