(Guido, Caserta 1891 - Milano 1945;
Giorgio, Caserta 1894 Torino 1948),
attori comici.
La più celebre coppia di avanspettacolo tra le due guerre.
Guido, o meglio Bebé, alla ribalta
era arrivato prima, come generico. Riuscì quasi subito a far scritturare
come attrezzista il fratello minore Giorgio, in arte Ciccio.
Poi
Guido creò il numero d'insieme, assumendosi il ruolo di spalla del
fratello eletto a comico, con un enorme naso di cartone:
Bebé che si danna di fronte
all'idiozia di Ciccio, sommerso dagli insulti, dalla raffica delle
domande e delle intimidazioni, fino all'esplosione del non senso.
Il duetto finiva, tra grandi risate,
con Bébé che, toccando la spalla del compare, annunziava: "Noi ce ne
andiamo via".
Il successo fu grande.
Il
rapporto, simile a quello dell'augusto e del clown bianco nel circo,
giocava su una contrapposizione estrema, il furbo e il trasognato,
l'eterna variante di Sancho Panza e Don Chisciotte.
Riservati e abili nella gestione dei loro affari, i due fratelli erano
legatissimi anche nella vita, a tal punto che neppure il matrimonio del
maggiore li separò, convivendo in tre fino alla morte, che giunse per
Guido, a Milano, alla fine della guerra.
Giorgio sopravvisse tre anni,
cercando di continuare a lavorare.
Dapporto, che era amico del più giovane, racconta nelle sue memorie i
giorni della malattia e del funerale, e il suo debutto poi come spalla
di Ciccio, in uno spettacolo del dopoguerra
"Ba-Bi-Bò".
Una sera, a Torino, dopo un anno di recite al Teatro Reposi morì anche
l'altro De Rege, e se la salma del primo finì nella fossa comune, come
poteva accadere in tempi di guerra, la scomparsa di quella di Ciccio, è
misteriosa.
I biografi pensano che sia sepolto
senza indicazione nella tomba di famiglia, di origine nobile, e pertanto
restia a riconoscere una parentela stretta con chi ha svolto anche
magistralmente un'attività così plebea.
Ma il riconoscimento i De Rege
l'hanno avuto da tutti quei comici italiani che li amarono e a loro si
ispirarono:
dai Maggio a Dapporto.
Ritmo ossessivo, di una macchina perfetta, ma assenza totale di
sentimento era la loro saliente caratteristica.
Forse l'unica coppia a cui è
possibile avvicinarli è quella costituita da Walter Chiari e Carlo
Campanini, che nel loro sketch "Vieni avanti, cretino", che citava
appunto l'apertura più celebre del numero dei De Rege, ne tentarono una
riuscita, abile imitazione.
Di loro rimangono oltre a qualche sporadica apparizione in film
dell'epoca rari 78 giri ,tutti incisi di getto in poche giornate di
lavoro,come si usava fare in quei tempi per un totale di una dozzina di
facciate pubblicate al tempo da
"LA VOCE DEL PADRONE"mentre si dice
tra i collezionisti che alcuni inediti mai pubblicati perchè
censurati,siano stati donati dall'etichetta stessa negli anni 60 alla
RAI per una eventuale messa in onda,ma per un tragico refuso vennero
distrutti o peggio smarriti.

