Dopo aver frequentato
il liceo musicale, su segnalazione dell'attrice teatrale Evelina Paolii,
nel 1937 venne scritturata per la parte di protagonista femminile del
film "Vivere" a fianco del celebre e allora popolarissimo tenore Tito
Schipa dal regista Guido Brignone con il quale ebbe anche una storia
d'amore.Sempre accanto a
Schipa interpretò nel 1938 "Chi è più felice di me" e nel medesimo anno
venne chiamtata da Gennaro Righelli per recitare insieme a Vittorio De
Sica nel film "Hanno rapito un uomo", una commedia dove l'attrice
impersonava una frivola principessa russa. Apparentemente altera
e distaccata, ma in realtà timida e sognante, si distingueva già allora
per uno spiccato talento nella recitazione e una innegabile bellezza
radiosa e matura, forse un po’ malinconica.Grazie al successo di
"Vivere!" diventò improvvisamente famosa, anche oltreoceano, tanto che
la prestigiosa "Metro Goldwyn Mayer" le offrì un contratto settennale,
che accettò con entusiasmo, ma che non riuscì ad adempiere a causa delle
vicende di guerra che la costrinserono a rientrare in Italia
anticipatamente, prima ancora di esordine in alcun ruolo.Nel periodo di guerra
si innamorò di un'eroe di guerra, il Conte Guidi di Romena, che morì in
un incidente aereo durante il conflitto, sullo sfondo di una Torino
bombardata pesantemente.Solo il ritorno al
lavoro alleviò le sue sofferenze: ancora al cinema con "Campo de' fiori"
del 1943, dove incontrò sul set Aldo Fabrizi,Peppido De Filippo,il
regista Mario Bonnard e soprattutto la ancora poco sconosciuta Anna
Magnani.Il suo rientro al
cinema fu costellato da film soprattutto melodrammatici, fra i quali "Il
romanzo di un giovane povero" del 1942, con Amedeo Nazzari con il quale
ebbe un fugace amore. La tragedia riaffiora
nella sua vita nel 1944, con un fratello fuggito partigiano e un altro
ucciso nell'eccidio di Cefalonia. Si ritirò allora in
una clinica di lusso a Torino, dove conobbe suo marito Armando Ceratto
che ne era il direttore.L'unione è tutt'altro
che facile visti i tempi di guerra e il ricovero venne trasformato in un
rifugio per partigiani di "Giustizia e libertà" e feriti di ogni
fazione, gesto nobile ma che portò al tracollo economico della famiglia
Ceratto.Nel dopoguerra tornò
a Roma con il marito, ebbe una figlia Martina ed incontrò il grande
Fellini che le propose emblematici ruoli in "8 e mezzo" del 1963 e
"Giulietta degli spiriti" del 1965.Altre importanti
esperienze cinematografiche sono "Io,io,io...e gli altri" girato nel
1965 da Alessandro Blasetti e il controverso "Salò o le 120 giornate di
Sodoma" di Pier Paolo Pasolini.Negli ultimi anni ha
ampliato ancora le sue esperienze dedicandosi all'operetta e
interpretando alcuni ruoli in fiction televisiva tra cui nei primi anni
'90 "Villa Arzilla".