Figlia del direttore d'orchestra
Pippo Barzizza, Isa ha iniziato giovanissima la carriera teatrale,
prendendo parte ad alcuni spettacoli di prosa con Ruggero Ruggeri, Elsa
Merlini ed Eduardo De Filippo.
Il vero grande lancio nel mondo del
teatro le fu dato da Erminio Macario che a diciassette anni la volle in
due sue riviste:
"Le educande di San Babila" (1947)
e "Follie di
Amleto"
(1947-48).
Inizialmente il padre, contrario
alla sua decisione di intraprendere la carriera artistica, si lascia
convincere ma al patto che la giovane ragazza si faccia seguire da una
governante.
Carina, col suo corpo splendido e la
sua delicata ironia, la Barzizza divenne presto la beniamina del teatro
leggero del dopoguerra italiano.
L'altro suo “padrino” teatrale, dopo
Macario, fu Totò, cui fece da partner anche nel cinema, e con cui recitò
in teatro in
"C'era una volta il mondo"
(1947-48) di Michele Galdieri accanto ad Elena Giusti e in
"Bada che ti mangio"
(1948-49)
accanto a Mario Riva e Diana Dei.
Totò le insegnò i tempi comici, il
contatto col pubblico, come muoversi sul palcoscenico, insomma tutti i
segreti del mestiere.
Nella rivista
Bada che ti mangio la Barzizza e
Totò erano i protagonisti dell'indimenticabile sketch del “vagone letto”
(che concludeva anche il film
"Totò a colori" del 1952.
L'attrice ricordò che la prima volta
che venne rappresentato questo sketch durava sette minuti mentre, solo
dopo alcuni mesi di tournée, le esilaranti improvvisazioni del comico
napoletano lo avevano portato a durare ben cinquanta minuti.
Presto la Barzizza si affermò anche
sullo schermo.
Interpretò infatti oltre trenta
film, il primo dei quali fu "I due
orfanelli"(1947) di Mario Mattoli, spesso al fianco dei comici di
rivista che l'avevano lanciata sulla passerella (Totò, Macario, Carlo
Dapporto), ma non c'è stato alcun titolo che la metta in evidenza, meno
in "Gran varietà"
(1953), dove canta un blues con un
vestito nero di raso con lo spacco.
Nella stagione 1951-52 venne
scoperta da Garinei e Giovannini che esaltarono la sua grande bellezza e
il suo spigliato senso dell'umorismo nella rivista
"Gran baldoria", grandissimo
successo che portava le bellissime musiche di Gorni Kramer.
Negli stessi anni affrontò anche il
teatro di prosa recitando lo Shakespeare di
"Le dodicesima notte"
diretta da
Renato Castellani e apparendo poi spesso nel teatro brillante allestito
per la TV.
Il 3 gennaio 1954, giorno d'inizio
dei programmi ufficiali della televisione italiana, la RAI trasmise
l'atto unico di Carlo Goldoni
"Osteria della posta", che vedeva
la Barzizza protagonista.
Nel 1955-56 ha interpretato la
commedia musicale
"Valentina", di Marchesi e Metz,
con Isa Pola, Enrico Viarisio e Franco Scandurra, storia d'amore di due
fidanzati che fanno un salto in avanti nel tempo.
Nel 1957 l'attrice lasciò il teatro
per motivi familiari .
Attorno agli anni '60 fondò la
Citiemme, una società di doppiaggio, dedicandosi a questa attività sia
come imprenditrice sia come direzione artistica.
Tornò a teatro nei primi anni '90,
interpretando numerose commedie, tra le quali ricordiamo
"La pulce nell'orecchio" di George
Feydeau con la regia di Gigi Proietti,
"Arsenico e vecchi merletti" di
Joseph Otto Kesserling con la regia di Mario Monicelli,
"Gigi di Sidonie-Gabrielle
Colette" per la regia di Filippo Crivelli.
Nell'estate del 1995 ha partecipato
al Festival di Spoleto con
L'ultimo yankee
di Arthur Miller,
con la regia di John Crowther.
Nel 1999 accanto alla grandissima
Lauretta Masiero è stata sublime ne
"Le sorelle Materassi"
di Aldo
Palazzeschi, confermando come sempre il suo grande stile e la sua
inconfondibile bravura.

