ALBERTO AMATO
  DISCHI IN ARCHIVIO
1940   78 giri Che t'aggia dì
      (Nardella - Della Gatta)
Orchestra CETRA
diretta dal M°.PIPPO BARZIZZA
Da supporto 78 giri PARLOPHON
N.Catalogo GP 93063
1940   78 giri Canzone Appassiunata
      (E.A.Mario)
Orchestra CETRA
diretta dal M°.PIPPO BARZIZZA
Da supporto 78 giri PARLOPHON
N.Catalogo GP 93063
1942   78 giri Te Si Scurdato e Napule
      (Nardella-Murolo)
Da supporto 78 giri ODEON
N.Catalogo P 657
N°.Matrice Mo 9914
incisa il 24 Settembre 1942
1942   78 giri Core 'ngrato
      (Cardillo-Cordiferro)
Edizioni : RICORDI
Da supporto 78 giri ODEON
N.Catalogo P 657
N°.Matrice Mo 9914
incisa il 24 Settembre 1942
1950   78 giri Canciello 'e Sposa
      (Rendine - De Gregorio)
Da supporto 78 giri PARLOPHON
N.Catalogo TT 9398
N.Matrice 155793
incisa il 18 Settembre 1950
1950   78 giri Senza fede
      (Acampora - De Crescenzo)
Da supporto 78 giri PARLOPHON
N.Catalogo TT 9398
N.Matrice 155805
incisa il 20 Settembre 1950
Alberto Amato era nato a Napoli nel rione Santa Lucia il 28 Aprile 1912.
Amato era infatti coetaneo del celebre tenore Francesco Albanese che fu peraltro suo compagno di scuola in quinta elementare, frequentata presso il locale istituto di Torre del Greco ove la famiglia all'epoca abitava.
 
La voglia di cantare gli venne proprio al mare quando da ragazzo nuotava con la Rari Nantes.
Il padre, commerciante di preziosi, aveva portato Alberto molte volte all’estero ove era costretto a recarsi per il suo lavoro.
Avrebbe infatti voluto che egli seguisse le sue orme, sostituendolo un giorno nell'attività di famiglia.
Ma Alberto aveva lo sport nel sangue.
Aveva giocato al calcio nei “pulcini” del Napoli, amava il mare, il nuoto e il commercio non lo appassionava.
 
Il mare peraltro incrementava in lui un'altra grande passione: quella per il canto.
“Io alla Rari Nantes, cantavo sempre” diceva ricordando i suoi inizi.
“Erano gli amici a chiedermi di farlo…e io li accontentavo ben volentieri”
 
Un giorno Mimì Grimaldi, capitano del glorioso “Settebello” lo invogliò affinchè si iscrivesse ad un concorso radiofonico dell'EIAR.
Alberto ascoltò il consiglio dell’amico e partecipò alla “Gara nazionale per gli artisti della canzone” del 1940.
Vinse e fu scritturato dall’EIAR e dalla CETRA che gli fece incidere subito il primo disco.
Cantò “Che t’aggia di” e “Canzone appassionata” cavallo di battaglia di Gennaro Pasquariello.
Proprio il grande artista, ormai anziano, ascoltando alla radio il nuovo cantante napoletano volle congratularsi con lui con un breve ma graditissimo telegramma .
Quando ritornò a Santa Lucia Alberto Amato fu accolto come un divo della canzone.
 
La sua carriera tuttavia era solo all’inizio.
Cantò ancora per molto tempo alla radio con le orchestre Seracini, Barzizza, Angelini, Campese, Anepeta, ma iniziò pure una intensa attività teatrale in spettacoli come “Gli assi della radio” del 1942 e poi con i famosi Fratelli De Rege con i quali debuttò nel campo della prosa.
 
Anche nel cinema la sua carriera fu tutt'altro che trascurabile.
Prima due film di Roberto Amoroso : “Un marito per Anna Zaccheo” con Silvana Pampanini e “Malaspina” accanto a Vera Roll.
Seguirono altre pellicole importanti come “Mani sulla città” di Francesco Rosi,
e“I giorni contati” di Elio Petri.
 
Tra i suoi successi discografici vanno altresì ricordate :”Palomma d’o mare”, “Signora nostalgia”,oltre alla prima beguine in napoletano “Mellunà” incisi per la Odeon Carish.
 
Smise di cantare nel 1975.
L’ultima scrittura all’Ambassador di Copenaghen ove il suo concerto fu replicato per un mese intero.
“Smisi per una questione di età” ammise in una intervista sportivamente “perché non riuscivo più a rimanere al livello che mi apparteneva”.
 
Terminò la sua vita tornando a cantare alla RARI NANTES, come faceva da ragazzo, per gli amici che lo invitavano nelle occasioni speciali.
 
Alberto Amato ci ha lasciato il 28 Febbraio del 2006.
 
La federazione nuoto lo aveva nel frattempo premiato con una medaglia d’oro,  per il grande impegno profuso nella diffusione di questo sport, oltre che per la sua intensissima attività arbitrale che mai aveva voluto abbandonare.  
 
Questa biografia è stata redatta grazie alla cortese collaborazione degli amici
Francesco Ferrandino e Andrea Doni che sentitamente ringraziamo.
 
 
Foto pubblicata su quotidiano "Il Mattino" il 20 Luglio 1989
L'articolo che gli fu dedicata sul quotidiano
"Il Mattino" dal giornalista Carmelo Pittari